Il Consiglio di Stato ha accolto ex art. 55 co. 10 c.p.c. i ricorsi cautelari ordinando al TAR la sollecita fissazione delle udienze di merito ed annullando la condanna alle spese ricevute dagli studenti.
Il 13 maggio 2026 il Consiglio di Stato ha accolto cinque ricorsi patrocinati dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia e sostenuti dall’Unione degli Universitari.
La vicenda concerne il c.d. semestre filtro per l’accesso alle facoltà di Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Veterinaria ove gli studenti vengono dapprima iscritti per ben 6 mesi e poi, in gran parte, espulsi dal sistema universitario.
I ricorsi contestano il cambio delle regole in corso per opera del Decreto intervenuto il 23 dicembre 2025 dopo l’espletamento di tutti gli esami, i numerosi posti ad oggi ancora vacanti e una serie diverse illegittimità che hanno avuto come effetto l’allontanamento dalle Università di numerosi giovani.
“E’ la prima breccia nel muro – a parlare sono gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia – dopo le pronunce del TAR per la prima volta si accolgono gli appelli ordinando una celere fissazione del merito e riformando le statuizioni sulle spese legali di primo grado a cui sono stati condannati tutti gli studenti da parte del TAR Lazio. Andremo fino in fondo a questa vicenda processuale convinti delle plurime illegittimità perpetrate dall’Amministrazione. Pur non ammettendo gli studenti in sovrannumero alla frequenza, il Consiglio di Stato ha ravvisato la sussistenza delle ragioni cautelari ai fini della sollecita fissazione del merito. In quella sede auspichiamo che potrà esservi una valutazione più penetrante da parte del T.A.R. in ragione degli strumenti processuali a disposizione, di fatto inaccessibili in sede cautelare”.
“Il sistema del semestre filtro si è dimostrato inefficace. Oltre 4.000 studenti hanno fatto ricorso con l’UdU e sono stati espulsi dal sistema universitario dopo esservi entrati per quasi un anno accademico. Non hanno coperto neanche tutti i posti disponibili e dopo la “toppa” governativa con il Decreto Bernini continuano a buttare fuori dall’università studenti che non superano ulteriori esami aumentando il numero dei posti vacanti”. A parlare è il coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari, Alessandro Bruscella, “L’UdU ha già pronta una richiesta di sanatoria per tutti i ricorrenti che proverà a presentare nei prossimi giorni. Considerando che il concorso è a rischio di annullamento paradossale è che a breve inizierà il nuovo semestre filtro nonostante sia stato dichiarato palesemente fallace e sia ancora sub iudice. Non basta un tavolo ministeriale a correggere un sistema completamente distorto e al vaglio dei Giudici europei”
Lo stesso T.A.R., nell’ambito dei nostri ricorsi sull’accesso ex art. 116 c.p.a., spiega l’Avvocato Michele Bonetti su tali altri provvedimenti del 15 maggio, ha imposto istruttoria su un tema che potrebbe consentire diversi scenari:
- Specifici per taluni candidati con punteggi particolarmente prossimi alla sufficienza (16 0 17) e che potrebbero non aver ottenuto il giusto punteggio in qualche domanda a completamento a differenza di altri candidati che hanno beneficiato di sinonimi ammessi.
- Generali, per tutti i ricorrenti ove si appurasse che l’eventuale diverso parametro utilizzato dalle Commissioni abbia inciso sul numero degli idonei e dunque sulla valutazione a monte adottata dal Ministero con il D.M. 1115.
Il T.A.R., difatti, ha chiarito che prima di decidere “occorre preliminarmente chiarire i passaggi delle procedure attraverso le quali l’Amministrazione centrale ha predisposto le domande a completamento con le relative risposte (comprensive di sinonimi), tali dati siano stati caricati sulla piattaforma informatica dal CINECA e le Commissioni locali abbiano proceduto alla correzione e validazione degli elaborati dei candidati (con particolare riferimento al funzionamento del sistema informatico utilizzato per la valutazione delle prove sostenute dopo la conclusione del semestre filtro)”.
Ed allora, ha continuato il T.A.R., “per ordinare l’ostensione dei documenti pertinenti le richiamate fasi procedimentali occorra, pertanto, onerare il Ministero dell’Università e della Ricerca, il Consorzio CINECA e l’Università degli Studi [ove il ricorrente ha svolto le prove, n.d.r.], per quanto di rispettiva competenza, di fornire, nel termine di 40 (quaranta) giorni decorrenti dalla comunicazione della presente ordinanza, documentati chiarimenti in ordine: (i) alla predeterminazione delle risposte da ritenersi corrette; (ii) agli eventuali elenchi dei sinonimi ammessi per le domande a completamento; (iii) alle procedure di correzione delle prove; (iv) alle modalità di funzionamento del sistema informatico utilizzato; (v) ai criteri di valutazione adottati dalle Commissioni; (vi) ai verbali delle operazioni di correzione”.
Si tratta di elementi che, unitamente al sollecitato merito da parte del Consiglio di Stato, auspichiamo possano trovare approfondimento nel merito e diverso esito rispetto alle fasi cautelari.
