Il TAR Lazio ha accolto tutti i motivi di diritto formulati nel ricorso dallo studio legale, confermando quanto precedentemente statuito nell’ordinanza cautelare con la quale veniva sospesa l'efficacia del verbale di inidoneità che aveva escluso una giovane candidata per il concorso della Polizia di Stato a causa della presenza di tatuaggi in zone visibili, nonostante gli stessi fossero quasi del tutto rimossi.
La candidata, dopo aver superato le precedenti prove del concorso, era stata dichiarata inidonea all’esito degli accertamenti psico-fisici, a causa della presenza di tatuaggi. Tuttavia, la Commissione aveva ignorato la documentazione medica prodotta dalla candidata che attestava un trattamento di rimozione laser dei tatuaggi iniziato da oltre un anno e prossimo alla conclusione.
Nel ricorso, i legali Michele Bonetti e Santi Delia avevano evidenziato come l'Amministrazione fosse incorsa in un palese difetto di istruttoria e di motivazione.
Il TAR, inizialmente, accoglieva la linea difensiva presentata nel ricorso, rilevando che il ricorso risultava assistito da un solido “fumus boni iuris” (fondatezza del diritto). Disponendo così l’obbligo per l’Amministrazione di procedere a un riesame medico che tenga conto dell’effettivo stato di rimozione dei tatuaggi al momento della nuova visita.
Dopo il nuovo accertamento, con esito positivo, la candidata ha potuto sostenere anche l’ultima prova prevista dal bando di concorso, il colloquio con il commissario tecnico, con esito soddisfacente.
Con sentenza pubblicata in data 24 giugno 2026 il TAR Lazio accoglie definitivamente il ricorso rilevando come la candidata sia risultata idonea agli accertamenti psicofisici e psico-attitudinali.
Questo risultato conferma un orientamento giurisprudenziale volto a sanzionare le esclusioni basate su valutazioni puramente formali. Il principio ribadito è chiaro: l'Amministrazione non può ignorare l'impegno e la buona volontà dei candidati che si sottopongono a lunghi e costosi trattamenti per conformarsi ai requisiti richiesti.
Alla luce di tale pronuncia del Tar continueremo a monitorare con attenzione l'evoluzione dei concorsi nelle Forze Armate e di Polizia, garantendo che il merito e la determinazione dei giovani aspiranti non vengano vanificati da provvedimenti privi di una solida base istruttoria.
