Il TAR Lazio censura ancora l’operato del MIM e accoglie la domanda cautelare proposta a tutela di un docente in relazione al mancato riconoscimento in Italia di un titolo estero di specializzazione sul sostegno conseguito presso un’università spagnola, disponendo la sospensione degli effetti del provvedimento con cui il Ministero dell’Istruzione e del Merito aveva rigettato l’istanza di riconoscimento.
La vicenda trae origine dalla domanda presentata per ottenere il riconoscimento del titolo ai fini dell’esercizio della professione docente sul sostegno nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria. A fronte dell’inerzia dell’Amministrazione, il ricorrente aveva già dovuto rivolgersi al TAR Lazio, che con sentenza aveva accolto il ricorso avverso il silenzio e ordinato al Ministero di provvedere sull’istanza.
Nelle more del procedimento, il docente si era inserito nelle GPS con riserva in ragione della pendenza della procedura di riconoscimento del titolo estero, ottenendo incarichi annuali sul sostegno. Nonostante il percorso svolto e l’esperienza maturata nel sistema scolastico nazionale, il Ministero rigettava l’istanza di riconoscimento senza neanche comunicare al docente il preavviso di rigetto.
Con l’ordinanza pubblicata il 28 agosto 2026, il TAR Lazio ha ritenuto sussistenti i presupposti per la concessione della tutela cautelare e ha quindi accolto la domanda, sospendendo gli effetti del provvedimento ministeriale di rigetto.
L’esito ottenuto assume particolare rilievo perché consente al docente di continuare ad insegnare nelle nell’attesa della sentenza definitiva.
“L’accoglimento della domanda cautelare rappresenta un risultato importante, perché il TAR ha ritenuto sussistenti i presupposti, anche in punto di fumus, per sospendere gli effetti del provvedimento di rigetto adottato dal Ministero” commenta l’Avv. Michele Bonetti, name founder dello studio Bonetti Delia “abbiamo sostenuto la necessità di una valutazione concreta e complessiva della posizione del docente, delle competenze maturate e del percorso professionale svolto. Si tratta di un primo risultato significativo, ottenuto a tutela della posizione del ricorrente, in attesa della decisione definitiva sul merito della controversia”.