Arriva la prima significativa apertura del TAR Lazio sul tema del cosiddetto “taglia idonei”. Con ordinanza pubblicata il 25 maggio 2026, la Sezione I Bis ha accolto in via cautelare il ricorso promosso da alcuni candidati del concorso RIPAM Difesa 2024, disponendo la sospensione degli atti impugnati ai fini dell’inclusione dei ricorrenti nella graduatoria degli idonei, disponendo la rimessione della questione alla Corte costituzionale.
La pronuncia assume particolare rilievo poiché rappresenta uno dei primi interventi che riconosce espressamente la fondatezza delle censure sulla legittimità costituzionale in relazione all’art. 4, comma 9, del D.L. n. 25/2025, nella parte in cui esclude dall’applicazione della deroga al limite del 20% i concorsi banditi nel 2024 ma con graduatorie approvate nel 2026.
Secondo il TAR, la disciplina appare potenzialmente in contrasto con gli artt. 3 e 97 Cost., poiché determina una disparità di trattamento tra candidati inseriti in procedure concorsuali sostanzialmente omogenee, facendo dipendere l’applicazione del “taglia idonei” da un elemento meramente temporale e casuale quale la data di approvazione della graduatoria.
Il Collegio ha inoltre evidenziato come tale sistema possa produrre differenze di trattamento persino all’interno del medesimo concorso, laddove graduatorie relative a profili differenti vengano approvate in anni diversi, consentendo solo ad alcuni candidati di beneficiare della disciplina derogatoria.
Ritenuto sussistente anche il periculum in mora, il TAR ha disposto una tutela cautelare interinale nelle more della definizione dell’incidente di costituzionalità, valorizzando il rischio di perdita definitiva della chance assunzionale derivante dal consolidamento delle graduatorie e dall’eventuale indizione di nuovi concorsi.
La pronuncia assume ulteriore importanza anche in relazione ai ricorsi già pendenti presso altre sezioni del TAR Lazio, tra cui quello patrocinato dall’Avv. Michele Bonetti, avente ad oggetto i medesimi profili di illegittimità costituzionale della disciplina sul “taglia idonei”, con specifico riferimento alla disparità di trattamento derivante dalla data di approvazione delle graduatorie e all’irragionevole differenziazione tra concorsi banditi nel 2024 e nel 2025.
La decisione segna dunque una prima importante apertura della giurisprudenza amministrativa rispetto alle censure formulate contro la normativa sul “taglia idonei”, aprendo ora la strada al vaglio della Corte costituzionale.
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