In questa sezione sono elencate le ultime notizie dall'avvocato Michele Bonetti.

Il nostro studio è da sempre impegnato nella tutela del fondamentale diritto alla trasparenza, oggettività e meritocrazia che, come in tutte le procedure concorsuali pubbliche, devono essere garantite anche in quelle di accesso ai corsi regionali di formazione specifica di medicina generale, salvaguardando prima di tutto la correttezza nelle prove di selezione.

La prova di ammissione alle scuole di specializzazione mediche è stata caratterizzata da numerose irregolarità durante l’espletamento della prova (aule non idonee, differente metro di trattamento nei controlli da parte delle Commissioni, violazioni della divisione in aula dei candidati anche rispetto alle indicazioni del bando, interruzione delle prove a causa di black out o guasti ai computer con differenti scelte da parte della Commissione di far ripetere la prova al singolo candidato o a tutta l’aula) e nella fase di formulazione dei quesiti. Abbiamo inoltre ravvisato particolari irregolarità anche nella fase preparatoria del concorso (a partire dallo stesso bando di concorso, fino all’attribuzione e valutazione del curriculum) che a nostro avviso è censurabile in quanto alcune categorie di candidati sono di fatto penalizzate nella valutazione del loro percorso.
Nello specifico, si sono verificate gravi anomalie dovute anche all'inidoneità strutturale delle aule di concorso ed alla mancanza di linee guida comuni a tutte le Commissione che hanno agito in maniera diametralmente opposta.
Riteniamo che, in graduatorie collegata tra loro ove più candidati indicano diverse specializzazioni, l’abbonamento di due domande, l’inversione delle due aree del test ed altre irregolarità oggetto di indagine del giudice penale, possano determinare effetti a catena in tutte le graduatorie con ripercussioni devastanti; per questo motivo poteremo avanti questa battaglia, con la stessa grinta di sempre, per la piena tutela dei vostri diritti!

Da anni lo Studio legale Avvocato Michele Bonetti & Partners porta avanti, per conto dell'Unione degli Universitari - il primo sindacato studentesco Italiano - e in rappresentanza di migliaia di aspiranti matricole, una complessa e articolata battaglia legale contro il meccanismo del c.d. “numero chiuso” previsto per l'accesso a numerosissime facoltà universitarie italiane mediante test selettivi.

Questa battaglia, iniziata anni fa con i connotati di una contestazione ad un meccanismo di selezione degli studenti inadeguato e condotta con grandi risultati dal nostro Studio, altro non è che la richiesta legittima di consentire a tutti l’accesso libero al sapere. Vogliamo rappresentare il significato della nostra azione che trascende l´aspetto giudiziario e vogliamo far comprendere la nostra visione della giustizia, ovvero uno stato dell´animo, osservata per l’utilità di tutti e che fornisce a ciascuno di noi una propria dignità.


L’importanza dei diritti che sono in gioco è tale da riguardare non soltanto i ragazzi che partecipano ai test ma anche tutti i cittadini che hanno a cuore il futuro degli studenti e che vogliono certezze sulle modalità di selezione di chi un domani si prenderà cura della nostra Res Publica. Avverso i test del 2007, il TAR del Lazio, con articolate e innovative sentenze, ha dichiarato su nostro ricorso di 2000 ricorrenti che avevamo ragione,ha sancito l'illogicità di un sistema di selezione basato sulla risoluzione di quesiti a risposta multipla dichiarando, una volta per tutte, che l'appartenenza all'U.E. non ci impone, in materia, l'adozione di siffatti sistemi di selezione.Pertanto, contro lo spettacolo di illegalità e di prepotenza che ogni anno si reitera, tutti i cittadini, e non solo le aspiranti matricole o i volenterosi ragazzi dell'UDU, hanno il diritto-dovere di opporsi. Un Paese che abdica oggi al dovere di renderci “più uguali” rischia di rinunciare un domani alla democrazia. Le disposizioni dell’Unione Europea (poste erroneamente da alcuni a giustificazione dell’introduzione del numero chiuso) richiedono adeguati standard qualitativi e invitano a costruire una società moderna basata sulla conoscenza.

La nostra Costituzione sancisce il diritto allo studio e attribuisce alla nostra Repubblica il dovere di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale allo sviluppo della persona e della sua personalità, all'uguaglianza, alla partecipazione alla vita pubblica, al diritto al lavoro. Lo Studio legaleAvvocato Michele Bonetti& Partners, su incarico dell'UDU, ha presentato centinaia di ricorsi mirati a minare alle fondamenta l’errato sistema dell'accesso programmato ed ha vinto!

Negli ultimi anni la nostra battaglia ha assunto la veste di una doverosa opposizione a condotte che, con un’eufemistica espressione, possiamo definire “contra legem”, ma che in realtà rappresentano l'ennesima prova del sistema clientelare e corrotto che gravita intorno al fenomeno dell’accesso programmato.

Questa battaglia contro il numero chiuso che si inserisce nella più ampia campagna per la legalità rappresenta per noi una contestazione ad un sistema inadeguato di selezione degli studenti.La battaglia sulla legalità all’interno delle università italiane e contro il numero chiuso è da noi condotta con ottimi risultati e si fregia di una costante azione politica condotta dall’U.D.U. e dalle Sue rappresentanze volta progressivamente a minare le fondamenta del sistema dell’accesso programmato al sistema universitario per una università libera, gratuita ed aperta a tutti.

Tutto ciò che in questa materia è accaduto è passato per il nostro studio. Dalle campagne per le tasse universitarie ad ogni fase del numero chiuso.

Siamo stati i primi e unici a vincere due Maxi ricorsi collettivi UDU. Nel 2007 per due domande errate vincemmo un ricorso per 2000 ricorrentie nel 2014 un ricorso collettivo per 1000 ricorrenti.

Siamo statii primiad andare allaCorte Costituzionalesulla legittimità del numero chiuso.

Siamo stati i primi a sollevare la questione dell'anonimato che ha ottenuto la definitiva consacrazione innanzi all'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato nel novembre 2013. Una battaglia iniziata con il caso dei test truccati di Tor Vergata e di cui ancora oggi parlano giornali e telegiornali nonché al centro di inchieste giudiziarie.

Costantemente vigili sulle garanzie dell’anonimato e della parità di condizioni nello svolgimento delle prove fino ad ottenere a Campobasso la sospensione delle graduatorie aggregate.

Ancora i primi sul famigerato bonus maturità che ha caratterizzato il test del 2013. Protagonisti della pioggia di decreti che ha visto il Tar Lazio riconoscere a centinaia e centinaia di studenti delle Università del sud, del centro e del nord Italia di immatricolarsi smontando il meccanismo di accesso predisposto dal Miur.

Sempre primi nelle campagne per il diritto allo studio dei disabili.

Impegnati nelle vicende delle tavole periodiche a Firenze dove entrarono tutti i nostri ricorrenti così come nel ricorso a Brescia dove entrarono oltre 100 ricorrenti anche con uno o due punti.

I primi e unici con ricorso a distribuire borse di studio per oltre due milioni di euro a migliaia e migliaia di studenti. Partimmo da soli sei ricorrenti e estendemmo a migliaia e migliaia di persone il provvedimento consentendo loro di studiare con la borsa di studio recuperata. Siamo riusciti a richiedere il rimborso delle tasse che gli atenei pretendono in eccesso superando il limite del 20% del FFO

Sempre in prima linea nelle battaglie per l’apertura del diritto allo studio verso nuove frontiere, sui trasferimenti dall’estero (dalla Romania, dalla Spagna etc.) e dall’Albania.

I primi ad ottenere in un’ottica di internazionalizzazione studentesca importanti vittorie a favore del diritto degli studenti extracomunitari a studiare ai più alti livelli nel nostro Paese consentendo l’effettivo accesso a posti solo sulla carta riconosciuti ed al contempo ampliando agli studenti italiani la possibilità di usufruirne in tutte le ipotesi in cui fossero rimasti vacanti.

Siamo stati i primi ad eliminare il criterio delle opzioni nei corsi di laurea delle Professioni Sanitarie.

Crediamo che non possano essere creati ostacoli al sapere perchè "la scuola è aperta a tutti" e non deve essere un test con 60 crocette ad "impedire il pieno sviluppo della persona".

Il sistema del numero chiuso sta creando migliaia di vittime in tantissimi giovani. Sappiamo di usare parole forti e non vogliamo riferirci solo a malesseri fisici più o meno importanti che, comunque, giorno dopo giorno appuriamo in non pochi studenti; parliamo anche di vittime dei loro sogni che, come è normale che sia, collassano cambiando via. Noi vogliamo ribellarci a tutto questo e aboliremo questo sistema iniquo.

 

 

Da anni lo Studio legale Avvocato Michele Bonetti porta avanti in rappresentanza di migliaia di aspiranti matricole, una complessa e articolata battaglia legale contro il meccanismo del c.d. “numero chiuso” previsto per l'accesso a numerosissime facoltà universitarie italiane mediante test selettivi. 
Questa battaglia, iniziata anni fa con i connotati di una contestazione ad un meccanismo di selezione degli studenti inadeguato e condotta con grandi risultati dal nostro Studio, altro non è che la richiesta legittima di consentire a tutti l’accesso libero al sapere. Vogliamo rappresentare il significato della nostra azione che trascende l'aspetto giudiziario e vogliamo far comprendere la nostra visione della giustizia, ovvero uno stato dell'animo, osservata per l’utilità di tutti e che fornisce a ciascuno di noi una propria dignità. Crediamo che non possano essere creati ostacoli al sapere perchè "la scuola è aperta a tutti" e non deve essere un test con 60 crocette ad "impedire il pieno sviluppo della persona". Noi vogliamo ribellarci a tutto questo e aboliremo questo sistema iniquo.

La legge 240/2010 aggrava ulteriormente la già precaria situazione dei ricercatori italiani prevedendo anche nei loro confronti l’obbligo di partecipare all’ASN (Abilitazione Scientifica Nazionale) per il conseguimento della qualifica di professore di prima o seconda fascia al pari di qualsiasi altro soggetto che abbia interesse ad iniziare una carriera universitaria. Il Decreto Ministeriale n. 76 del 2012 ha dettato i requisiti necessari per il conseguimento di questa nuova abilitazione aggiungendo ulteriori elementi di arbitrarietà che rendono la strada per i precari ricercatori - molti plurititolati anche all’estero - un terreno con sempre crescenti ostacoli da superare.

Il nostro studio è da sempre impegnato nella tutela fondamentale della trasparenza nei concorsi pubblici e nella promozione della meritocrazia affiancando tutti gli aspiranti docenti universitari contro le illegittimità che possono presentarsi durante il percorso per l’abilitazione.

Lo studio legale Avv. Michele Bonetti ha abbracciato la campagna di A.d.i.da. e degli insegnanti non abilitati, precari storici di III fascia, che da anni prestano servizio nella scuola pubblica italiana condividendo le medesime responsabilità dei loro colleghi abilitati e di ruolo e che sono in possesso dei titoli necessari per insegnare, ma privi di abilitazione.

LE NOSTRE AZIONI

Come noto sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale n. 34 del 28 aprile 2020 i quattro decreti di indizione dei concorsi per il personale docente, finalizzati al reclutamento e all’immissione in ruolo degli insegnanti nonché all’accesso ai percorsi di abilitazione all’insegnamento.

Lo Studio già nei giorni scorsi aveva pubblicato una panoramica sulle procedure rinvenibile a questo link: Concorsi scuola: una panoramica sulle procedure

Nell’immediato, rilevate plurime illegittimità, riteniamo che vi siano molteplici categorie tutelabili e per cui proporre ricorso sin da ora, pur riservandoci la facoltà  di individuare altre possibili azioni anche sulla base delle vostre segnalazioni.

Lo studio valuterà anche azioni individuali per eventuali problematiche peculiari.

L’obiettivo della presente azione è quello di far partecipare alle procedure i ricorrenti alle concorsuali da cui sono esclusi.

Prende avvio una campagna contro il MIUR che nega i finanziamenti indispensabili a garantire l’indennità di reggenza come diritto dei collaboratori vicari della scuola

Il Decreto Ministeriale n. 249 del 10 settembre 2010, poi integrato dal DM 11 novembre 2011, ha stabilito un nuovo percorso per la formazione iniziale del personale docente. Per ottenere l'abilitazione all'insegnamento il decreto prevede l'attivazione presso le Università di uno specifico corso universitario, il TFA - Tirocinio Formativo Attivo – il quale attribuisce all’esito di un esame finale il titolo di abilitazione all’insegnamento in una delle classi di concorso previste dal DM 39/98.

Lo Studio Michele Bonetti Avvocato & Partners, legale dell’associazione A.D.I.D.A e della Voce dei Giusti, tutela proprio gli insegnanti non abilitati costretti a fronteggiarsi con i test di accesso a numero chiuso per accedere ai TFA, i quali, seppur in possesso dei titoli di accesso all'insegnamento richiesti dall’art. 15 del DM 249, non si vedono riconosciuto il diritto di accesso a questi corsi abilitanti.

A breve vi sarà una nuova edizione del TFA, che ci vedrà impegnati a contrastare ogni forma di sbarramento e a tutelare anche i soggetti che, in quanto idonei, sono già abilitati.

Il nostro scopo è garantire migliori prospettive e tutele ai precari del settore scuola e a chi vuole intraprendere la professione di insegnante.

Lo Studio legale dell'Avv. Michele Bonetti e La Rete degli studenti medi sono uniti a favore di tutti questi studenti che quest'anno verranno bocciati per il numero di assenze accumulate, secondo quanto previsto dal D.P.R. n. 122 del 2009 e dalla recentissima circolare ministeriale n. 20 del 4 marzo 2011.

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