Visualizza articoli per tag: news http://www.avvocatomichelebonetti.it Sat, 18 Nov 2017 08:24:21 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it COMUNICATO POST DISCUSSIONE PLENARIA PER I NOSTRI RICORRENTI http://www.avvocatomichelebonetti.it/notizie/1727-comunicato-post-discussione-plenaria-per-i-nostri-ricorrenti http://www.avvocatomichelebonetti.it/notizie/1727-comunicato-post-discussione-plenaria-per-i-nostri-ricorrenti COMUNICATO POST DISCUSSIONE PLENARIA PER I NOSTRI RICORRENTI

Gli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, difensori delle Associazioni “Adida”, “Mida” e “La voce dei giusti”, oltre che di centinaia e centinaia di ricorrenti, successivamente alla discussione in Consiglio di Stato in seda plenaria rappresentano quanto segue.
Dopo una lunga discussione il collegio dei presidenti del Consiglio di Stato ha assunto la causa in decisione e, sebbene, non vi sia un termine perentorio per il deposito del provvedimento, verosimilmente tale decisione potrebbe arrivare prima della pausa natalizia. La discussione ha toccato tutti i temi fondamentali della vicenda che coinvolge migliaia di docenti dell’infanzia e della primaria. Secondo il M.I.U.R. e l’Avvocatura di Stato, i diplomati magistrale sono, ormai, decaduti dalla possibilità di pretendere l’ammissione in G.A.E., in quanto avrebbero dovuto attivarsi entro il 2007, e, in ogni caso, il loro titolo sarebbe utile solo per partecipare al concorso a cattedra e non certo per entrare nelle G.A.E. e ottenere, per ciò solo, il ruolo. Al contrario, gli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, che hanno iniziato la discussione dell’intero collegio difensivo a favore dei diplomati magistrale, hanno evidenziato sia che queste tesi sono state superate dallo stesso Consiglio di Stato con le sentenze n. 4232 e 5439 del 2015, sia che la chiusura della G.A.E. è inopponibile a chi, come i diplomati magistrali, è abilitato già da prima del 2006.

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andrea.mineo@avvocatomichelebonetti.it (Andrea Mineo) News Wed, 15 Nov 2017 13:58:14 +0000
RIUNIONE DEL 26 NOVEMBRE http://www.avvocatomichelebonetti.it/notizie/1726-riunione-del-26-novembre http://www.avvocatomichelebonetti.it/notizie/1726-riunione-del-26-novembre RIUNIONE DEL 26 NOVEMBRE

Carissimi,
in merito al recente deposito dei ricorsi di impugnazione dei Decreti Ministeriali n. 374 e 400 del 2017, che Vi hanno in parte immessi nelle GI e nelle GAE con una serie di problematiche (dal punteggio, alla questione delle domande, al mutamento di provincia, ai tempi di inserimento, la revoca di altri incarichi, l’inserimento nelle opportune fasce delle G.I., il punteggio di altri ricorrenti precedenti etc etc) ritengo opportuno svolgere con urgenza una riunione al fine di avere un confronto sui vari aspetti.
Come noto sono stati intrapresi ricorsi e percorsi di natura collettiva, e in questi giorni determinanti, i giusti quesiti che ci ponete per telefono, mail, etc, non sono riassumibili e risolvibili, considerando la particolare complessità e peculiarità della vicenda, con risposte veloci, ma richiedono una chiara ed accurata spiegazione da parte nostra ed alla Vostra presenza. Cercheremo di riportavi (anche se ciò esorbita dal nostro mandato collettivo) tutte le azioni possibili per la vostra problematica individuale.
Pertanto tutto lo studio legale sara' disponibile insieme all’ADIDA e al MIDA, nella giornata di Domenica 26 novembre dalle 11.30 alle ore 13.00 per tutti i RICORRENTI ITP e dalle 14.00 sino alle ore 16.30 per tutti I DIPLOMATI MAGISTRALI ante 2001/02 (con cui tratteremo tutte le delicate vicende inerenti la Plenaria) presso il Centro congressi Cavour in via Cavour 50/a in Roma. L'appuntamento pomeridiano è aperto anche alle altre categorie di docenti quali Afam, Dottorati, Depennati, Congelati etc.
Il Centro Congressi Cavour si trova a cinquecento metri dalla stazione Termini, e quindi facilmente raggiungibile per chi utilizzasse qualsivoglia mezzo di trasporto pubblico o venisse da fuori Roma e per questo incontro domenicale sono state appositamente prese due sale a pagamento a nostre spese per la delicatezza del momento che impone la Vostra massima presenza.
https://www.google.it/maps/place/Centro+Congressi+Cavour/@41.9003506,12.4989839,17z/data=!4m5!3m4!1s0x0:0x55b36c7528064374!8m2!3d41.8994273!4d12.498607

Vi attendiamo numerosi.

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andrea.mineo@avvocatomichelebonetti.it (Andrea Mineo) News Wed, 15 Nov 2017 12:13:54 +0000
TRASFERIMENTI TRA ATENEI: I POSTI DEGLI EXTRACOMUNITARI DEVONO ESSERE ASSEGNATI AI RICORRENTI. UNIVERSITA’ DI PALERMO CONDANNATA ALLE SPESE DI GIUDIZIO http://www.avvocatomichelebonetti.it/notizie/1725-trasferimenti-tra-atenei-i-posti-degli-extracomunitari-devono-essere-assegnati-ai-ricorrenti-universita-di-palermo-condannata-alle-spese-di-giudizio http://www.avvocatomichelebonetti.it/notizie/1725-trasferimenti-tra-atenei-i-posti-degli-extracomunitari-devono-essere-assegnati-ai-ricorrenti-universita-di-palermo-condannata-alle-spese-di-giudizio TRASFERIMENTI TRA ATENEI: I POSTI DEGLI EXTRACOMUNITARI DEVONO ESSERE ASSEGNATI AI RICORRENTI. UNIVERSITA’ DI PALERMO CONDANNATA ALLE SPESE DI GIUDIZIO

Il Tar Palermo, in relazione all’ormai nota questione giuridica sull’assegnazione dei posti riservati agli extracomunitari e rimasti vacanti nei corsi di laurea a numero programmato, ha per la prima volta affermato che, anche in ipotesi di trasferimenti ad anni successivi al primo, qualora fossero residuati posti vacanti destinati a cittadini non comunitari all’esito dell’originario bando di concorso, questi devono essere assegnati per soddisfare le esigenze di altri studenti che ne abbiano diritto.

Tale principio, già più volte condiviso dal Giudice Amministrativo in relazione agli accessi al primo anno di corso all’esito del test nazionale, aveva avuto un brusco arresto lo scorso anno innanzi al Tar del Lazio. Gli Avv.ti Bonetti e Delia, tuttavia, riuscirono a ribaltare tale tesi restrittiva innanzi al Consiglio di Stato che ha, al contrario, dichiarato di “privilegiare la tesi dello scorrimento degli studenti comunitari non utilmente collocati in graduatoria, nei posti assegnati agli studenti extracomunitari rimasti non utilizzati”.

Nel caso odierno invece, al ricorrente, in qualità di studente al II anno del corso di laurea in fisioterapia presso altro Ateneo italiano, era stata illegittimamente negata dall’Ateneo di Palermo l’istanza di trasferimento. L’Università si era solo limitata a sostenere che non v’erano posti liberi per il corso di laurea indicato chiarendo che quelli extracomunitari vacanti all’esito del concorso dell’anno precedente erano ormai definitivamente persi.

Il TAR Palermo, ritenendo illegittima la scelta dell’Ateneo, lo ha condannato a trasferire del ricorrente comminandogli anche la sanzione delle spese di giudizio.

“Ancora una volta”, commenta l’Avvocato Santi Delia, “si conferma come sia inspiegabile e contraria ai principi costituzionali sul diritto allo studio, la scelta degli Atenei di non assegnare i posti vacanti degli extracomunitari. È una battaglia iniziata tanti anni fa che finalmente ci consente di raccogliere i frutti del lavoro svolto. Il nostro ricorrente, con comprovati motivi familiari, potrà finalmente tornare a studiare vicino ai propri cari. Si tratta dell’ennesimo messaggio rivolto agli Atenei italiani, i quali non potranno più “nascondere” i posti dei candidati extracomunitari non assegnati qualora ne fatta espressa richiesta da chi ne abbia diritto”.

Domani, 15 novembre, scadrà il termine per partecipare alle azioni collettive ed individuali per ottenere l'ammissione all'esito del test 2017. Se vuoi aderire clicca qui o scrivi a info@avvocatomichelebonetti.it

Vai all'intervista a Studenti.it

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andrea.mineo@avvocatomichelebonetti.it (Andrea Mineo) News Wed, 15 Nov 2017 08:05:04 +0000
Consiglio di Stato: sospesa l'Ordinanza Ministeriale sulla mobilità docenti. Illegittimo il mancato computo degli anni in paritaria. http://www.avvocatomichelebonetti.it/notizie/1722-consiglio-di-stato-sospesa-l-ordinanza-ministeriale-sulla-mobilita-docenti-illegittimo-il-mancato-computo-degli-anni-in-paritaria http://www.avvocatomichelebonetti.it/notizie/1722-consiglio-di-stato-sospesa-l-ordinanza-ministeriale-sulla-mobilita-docenti-illegittimo-il-mancato-computo-degli-anni-in-paritaria Consiglio di Stato: sospesa l'Ordinanza Ministeriale sulla mobilità docenti. Illegittimo il mancato computo degli anni in paritaria.

Il Consiglio di Stato ha sospeso l'ordinanza Ministeriale sulla mobilità dei docenti, accogliendo l'appello degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, nella parte in cui non riconosce il punteggio maturato nelle scuole paritarie.

Del tema della mobilità docenti, invero, come avrete letto da ormai un anno, si è per lo più occupato il Giudice del Lavoro. Sono stati i Tribunali di tutta Italia, infatti, a pronunciarsi, per lo più, sulla vicenda dell'algoritmo e su quella degli anni di servizio presso le scuole paritarie.

Il T.A.R. Lazio, difatti, ad eccezione del caso algoritmo, grazie al quale al fianco della Gilda, gli stessi Avvocati Bonetti e Delia riuscirono a far svelare il meccanismo di assegnazione delle sedi ad oltre centomila docenti, si è sempre dichiarato privo di giurisdizione sul tema della mobilità.

In sede di appello, tuttavia, il Consiglio di Stato ha ribaltato la posizione del T.A.R. ritenendosi competente (o meglio in possesso della giurisdizione) per decidere anche sulle questioni della mobilità dei docenti. Secondo il Consiglio di Stato, infatti, “risulta impugnato un atto di macro-organizzazione ad efficacia generale e applicabile nell’intero territorio nazionale in base al quale sono gestiti i trasferimenti dei docenti, mentre i singoli trasferimenti, avvenuti nell’ambito di un piano generale per la più corretta e razionale copertura di tutti i posti tuttora vacanti nell’organico delle varie istituzioni scolastiche, si pongono quali meri atti attuativi dell’impugnata ordinanza ministeriale, con conseguente configurabilità di correlative situazioni di interesse legittimo devolute alla cognizione del giudice amministrativo".

I primi casi ad essere trattati, dunque, riguardarono proprio la vicenda scaturente dalla nostra vittoria al T.A.R. Lazio sull'algoritmo a seguito della quale il Consiglio di Stato, una volta affermata la propria giurisdizione, concesse dei provvedimenti cautelari "per asseriti vizi inficianti il criterio (ovvero il ‘meccanismo’ o ‘algoritmo’)". Stavolta, invece, la questione ha riguardato il più complesso ambito del punteggio in paritaria.

A differenza dei numerosi precedenti ottenuti anche dagi Avvocati Bonetti e Delia innanzi al Giudice del Lavoro, dunque, questa decisione mira ad incidere a livello nazionale sulle Ordinanze Ministeriali di mobilità 2016 e 2017. Il Giudice amministrativo, difatti, è l'unico che può annullare gli atti ministeriali con effetto erga omnes mentre il Giudice del Lavoro può solo disapplicarli per il singolo docente.

Ecco perchè questa prima decisione è unica nel panorama e può coinvolgere tutti i docenti.

Secondo l'orientamento dei giudici della Sesta Sezione già reso su questioni giuridicamente analoghe, infatti, "la clausola del bando, oggetto di impugnazione, è stata già annullata dal Tribunale amministrativo con sentenze, diverse da quella in esame, passate in giudicato (tra le altre, sentenze 11 gennaio 2014, n. 326; 14 luglio 2015, n. 9427; 14 luglio 2015, n. 9425). L’annullamento di un atto amministrativo generale, nella parte in cui ha un contenuto inscindibile, produce effetti erga omnes. Si tratta, infatti, di «atto sostanzialmente e strutturalmente unitario, il quale non può sussistere per taluni e non esistere per altri» (Cons. Stato, sez. VI, 1 aprile 2016, n. 1289).

Per quanto direttamente interessa TUTTI I DOCENTI CON PUNTEGGIO IN PARITARIA, dunque, il C.d.S. ha chiarito che SONO ILLEGITTIME E VANNO SOSPESE “le tabelle di valutazione relative alla procedura di mobilità del personale docente di cui all’ordinanza ministeriale n. 241 del 2016, nella parte in cui prevedono l’attribuzione di tre punti per ciascun anno di servizio pre-ruolo prestato nelle sole scuole statali, pareggiate e parificate, escludendo e considerando non valutabile il servizio pre-ruolo svolto presso le scuole paritarie, sembrano porsi in contrasto con il principio di parità di trattamento (tra le due categorie di istituzioni scolastiche) stabilito dalla legislazione statale (l. n. 62 del 2000, l. n. 107 del 2015)”.

Per tale ragione il C.d.S.,  confermando la fondatezza delle censure proposte in appello ha chiarito che la mancata valutazione del servizio pre-ruolo compromette l’attività didattica esercitata dai docenti appellanti e gli ha riconsociuto il diritto di essere destinati agli ambiti territoriali richiesti in forza del punteggio ricalcolato  per il servizio pre-ruolo svolto presso istituti scolastici paritari.

“Il nostro obiettivo ” commentano gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, “è quello di ottenere provvedimenti per una platea più ampia di soggetti possibili a prescindere dalla loro qualità di ricorrenti. Il sistema scuola non può continuare ad essere governato da provvedimenti episodici o singoli ed è ora che il MIUR prenda atto in via generale ed erga omnes di provvedimenti di respiro generale. Ciò è già accaduto con il riconoscimento del valore abilitante del diploma magistrale che in sede giudiziale è stato ottenuto dai nostri 220 ricorrenti e poi esteso a 1 milione di docenti oggi in II fascia GI. Ci auguriamo che ora anche grazie questi provvedimenti possa essere rivisto il sistema di mobilità ”.

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Sole 24 ore

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andrea.mineo@avvocatomichelebonetti.it (Andrea Mineo) News Mon, 13 Nov 2017 09:22:10 +0000
Scuole specializzazione in Medicina: illegittimo negare il nulla osta ai trasferimenti. http://www.avvocatomichelebonetti.it/notizie/1721-scuole-specializzazione-in-medicina-illegittimo-negare-il-nulla-osta-ai-trasferimenti http://www.avvocatomichelebonetti.it/notizie/1721-scuole-specializzazione-in-medicina-illegittimo-negare-il-nulla-osta-ai-trasferimenti Scuole specializzazione in Medicina: illegittimo negare il nulla osta ai trasferimenti.

Ad agosto l'Osservatorio nazionale della formazione medica specialistica aveva proposto di escludere 135 scuole di specializzazione su 1.433 perché non in grado di formare al meglio. Dopo le polemiche, un nuovo controllo e alcuni adempimenti delle Università, la lista è un po' cambiata a settembre 2017 in prossimità del bando. Delle 135 scuole, inizialmente, bocciate 13 sono rientrate con accreditamento provvisorio (Catanzaro-Microbiologia e virologia; Ferrara-Chirurgia vascolare; Ferrara-Medicina dello sport; Firenze-Audiologia e foniatria; Modena-Malattie dell'apparato digerente; Parma-Oftalmologia; Parma-Dermatologia; Pavia-Chirurgia vascolare; Pisa-Medicina dello Sport; Pisa-Audiologia; Pisa-Malattie infettive; Pisa-Medicina del Lavoro; Campus Biomedico-Ginecologia e Ostetricia) mentre 4 sono state ritenute non valutabili (Cattolica-Chirurgia maxillo facciale; Foggia-Malattie dell'apparato digerente; Genova-Medicina dello Sport; Napoli-Federico II-Reumatologia). Ben 10 le scuole considerate non adegute (tra cui Messina-Chirurgia maxillo facciale; Pavia-Chirurgia pediatrica; Pavia-Scienze dell'alimentazione; San Raffaele-Chirurgia vascolare; Messina-Ematologia; Insubria Varese-Medicina legale; Insubria Varese- Neuropsichiatria infantile; Humanitas-Neurochirurgia; Campus Biomedico-Oftalmologia; Chieti-Otorinolaringoiatria).

Secondo quanto oggi confermato da Repubblica.it, una scuola di specializzazione su dieci che in Sicilia prepara i neo-camici bianchi alla professione non ha i requisiti di qualità, e più della metà (55 su 103) ha lacune da colmare. Il record a Messina, che con nove scuole "bocciate" e venti ammesse con "debito" ha la maglia nera in Italia con Foggia e Bari. 

Abbiamo ricevuto mandato da alcuni gruppi di specializzandi che frequentano queste scuole e che, non potendo prendere atto di tali rilievi dell'Osservatorio e del Ministero, ci hanno chiesto se esistano margini per azioni giudiziali risarcitorie e, sin da subito, al fine di limitare i danni, trasferire il proprio percorso verso scuole conformi a legge.

Il Ministero ha confermato che gli Atenei hanno l'obbligo di concedere i nulla osta, ma in tanti stanno resistendo anche adducendo di aver agito in giudizio (quel tanto odiato T.A.R. a cui ora anche loro chiedono giustizia) avverso la decisione del MIUR.

Stante la scadenza dei termini per agire e le vostre numerose richieste, Vi invitiamo a contattarci tempestivamente giacchè l'azione va iniziata, a pena di decadenza, entro 60 giorni da quando avete ricevuto il diniego al nulla osta.

Inoltre, anche ai fini risarcitori, consigliamo a tutti gli interessati, di formalizzare il proprio interesse al trasferimento giacchè tale scelta potrebbe incidere, ai sensi dell'art. 1227 c.c. in un ipotetico contenzioso futuro.

Per info scrivere a info@avvocatomichelebonetti.it 

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andrea.mineo@avvocatomichelebonetti.it (Andrea Mineo) News Fri, 10 Nov 2017 14:33:54 +0000
PERSONALE EDUCATIVO: IL CDS RIFORMA IL PROVVEDIMENTO DEL T.A.R. E RICONOSCE ABILITANTE E VALIDO PER IL PASSAGGIO IN RUOLO NELLA PRIMARIA IL CONCORSO DEL 2000 http://www.avvocatomichelebonetti.it/notizie/1720-personale-educativo-il-cds-riforma-il-provvedimento-del-t-a-r-e-riconosce-abilitante-e-valido-per-il-passaggio-in-ruolo-nella-primaria-il-concorso-del-2000 http://www.avvocatomichelebonetti.it/notizie/1720-personale-educativo-il-cds-riforma-il-provvedimento-del-t-a-r-e-riconosce-abilitante-e-valido-per-il-passaggio-in-ruolo-nella-primaria-il-concorso-del-2000 PERSONALE EDUCATIVO: IL CDS RIFORMA IL PROVVEDIMENTO DEL T.A.R. E RICONOSCE ABILITANTE E VALIDO PER IL PASSAGGIO IN RUOLO NELLA PRIMARIA IL CONCORSO DEL 2000

In data 6 novembre, la Sesta Sezione del Consiglio di Stato, massimo organo della Giustizia Amministrativa, con il decreto cautelare n. 4759/2017, si è pronunciato favorevolmente, in accoglimento dell’appello proposto dagli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia sulla vicenda delle procedure di mobilità per il passaggio in ruolo nella scuola primaria del personale educativo abilitato con il concorso ordinario del 2000.

Il ricorso in appello, difatti, concerneva tutti gli educatori abilitati, tramite il concorso tenutosi nel 2000, lesi dall’ordinanza impugnata dinnanzi il Giudice di prime cure, in quanto esclusi dalla procedura di mobilità per il passaggio in ruolo per la scuola primaria pur essendo a tutti gli effetti "abilitati".

Il suddetto concorso sostenuto dai ricorrenti nell'anno 2000-2001 risultava essere infatti lo stesso (stessa modalità ed argomenti oggetto della selezione) di quello svolto contemporaneamente ma “abilitante all'insegnamento nella primaria”. Proprio alla luce dell’affinità strutturale e concettuale dei due concorsi e la dichiarata conformità delle abilitazioni in questione, non poteva non considerarsi illegittima la determinazione ministeriale di escludere il personale educativo, abilitato tramite lo specifico concorso, dalla detta procedura.
Il provvedimento del Consiglio di Stato, oltra a fissare la camera di consiglio al 14 dicembre 2017 per la prosecuzione del giudizio, riforma pertanto la precedente ordinanza emessa dal TAR del Lazio che senza analizzare nel merito la questione de qua, osservava sic et sempliciter la sussistenza del difetto di giurisdizione del giudice adito.

Con questo decreto finalmente il Consiglio di Stato, anche a seguito di una nostra lunga battaglia a tutela dei diritti del personale educativo, ammette con riserva gli istanti a partecipare alle procedure di mobilità per il passaggio in ruolo nella scuola primaria, imponendo altresì alle Amministrazioni l’esecuzione del decreto stesso.

Tanta la soddisfazione degli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia che, in collaborazione con la Gilda degli insegnanti, da anni si battono per la difesa dei diritti degli insegnanti e del personale educativo.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Wed, 08 Nov 2017 09:36:00 +0000
PORTIAMO IL NUMERO CHIUSO AL PARLAMENTO EUROPEO http://www.avvocatomichelebonetti.it/notizie/1717-portiamo-il-numero-chiuso-al-parlamento-europeo http://www.avvocatomichelebonetti.it/notizie/1717-portiamo-il-numero-chiuso-al-parlamento-europeo PORTIAMO IL NUMERO CHIUSO AL PARLAMENTO EUROPEO

Oggi, 9 novembre 2017, l'Avvocato Michele Bonetti presenzierà al Parlamento Europeo per una relazione tecnica sulla disciplina dell'accesso all'università in italia e in Europa. La battaglia di una vita contro il numero chiuso, giunge per la prima volta in Europa, ove alle ore 11.30, l'Avvocato Bonetti esporrà il suo intervento "Europa e Italia, evoluzione della normativa italiana ed europea sul numerus clausus. Profili di illegittimità e di costituzionalità, soluzioni giuridiche e prospettive future.", spiegando come la normativa e le direttive europee non impongano il numerus clausus e come senza la libertà di esercitare i propri diritti non vi potrà essere una reale uguaglianza e integrazione. 

La discussione, oltre ad una prima analisi circa la normativa europea sul numero chiuso, verterà su una analisi delle norme costituzionali italiane ed europee circa il numero chiuso, seguita da una rappresentazione delle discipline nei paesi UE ed extra UE. L'intervento si concluderà con una valutazione circa le prospettive future a riguardo.

Sempre al vostro fianco.

 

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andrea.mineo@avvocatomichelebonetti.it (Andrea Mineo) News Thu, 09 Nov 2017 08:34:55 +0000
Dottorato e abilitazione: CDS ribalta TAR. Si alla seconda fascia delle Graduatorie di Istituto. http://www.avvocatomichelebonetti.it/notizie/1715-dottorato-e-abilitazione-cds-ribalta-tar-si-alla-seconda-fascia-delle-graduatorie-di-istituto http://www.avvocatomichelebonetti.it/notizie/1715-dottorato-e-abilitazione-cds-ribalta-tar-si-alla-seconda-fascia-delle-graduatorie-di-istituto Dottorato e abilitazione: CDS ribalta TAR. Si alla seconda fascia delle Graduatorie di Istituto.

Il Consiglio di Stato ha accolto i primi appelli degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia ordinando l'immediata iscrizione in Seconda Fascia G.I. dei primi docenti con dottorato di ricerca e servizio nella scuola pubblica espressamente motivando sui propri precedenti "concernenti equiparazione tra dottorato di ricerca e abilitazione, che hanno disposto l’ammissione richiesta dagli interessati".

Come si ricorderà, la questione del titolo di dottorato e della sua equipollenza con il percorso di abilitazione all’insegnamento scolastico (attenzione non rispetto all'abilitazione in se ma con riferimento ai rispettivi percorsi) era tornata di attualità, conquistando le prime pagine dei quotidiani nazionali, nell'ambito dell'ammissione al concorsone del 2016. Un tema, sopito per anni, che gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti hanno portato all’attenzione nazionale con una serie di contenziosi volti a ridare forza ad un nuovo dibattito prima ancora che giudiziario politico e di riforma sul valore del più alto titolo di istruzione europeo.

Sin dall’istituzione del T.F.A. nel 2010 poi attivato nel 2012, infatti, si evidenziò, con il conforto del parere del Consiglio di Stato, l’illegittimità di una scelta volta a mettere sullo stesso piano un neolaureato ed un dottore di ricerca: entrambi devono fare 3 prove per accedere al percorso abilitante e ciò non è tollerabile.

La pronuncia, che rappresenta un’unica apertura del Consiglio di Stato sul tema dell'ammissioni in seconda fascia G.I. che ha rigettato le richieste di ammissione di tutte le altre categorie di insegnanti esclusi perché non abilitati (dagli ITP, agli abilitati in altre classi di concorso, sino agli abilitandi in scienze della formazione primaria) segue dunque l'interpretazione totalmente innovativa proposta dai legali che, a differenza di tutti gli altri, avendo per primi sollevato il tema, hanno sempre basato le proprie azioni su tesi totalmente originali.

Il dottorato di ricerca, come è noto, è il più alto titolo di studio conseguibile in Italia come nel resto d’Europa e le azioni attualmente in corso, più che ottenere il singolo ed episodico risultato per il singolo docente, mirano a riattivare un nuovo confronto politico istituzionale che, in un’ottica di riforma del sistema, valorizzi le competenze acquisite dai dottorati non escludendoli ma anzi enfatizzando le loro caratteristiche nell’ambito dell’insegnamento scolastico. Si tratta, dunque, di un’ampia strategia che, necessariamente, deve partire dal contenzioso per giungere ad un auspicato riconoscimento istituzionale del titolo. In tal senso sono in corso petizioni e istanze anche a livello europeo su cui si attendono importanti pronunciamenti.

Vai al provvedimento 

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andrea.mineo@avvocatomichelebonetti.it (Andrea Mineo) News Tue, 07 Nov 2017 08:03:02 +0000
Borse di studio e medicina generale: una discriminazione lunga più di 10 anni. Ecco come ottenere il giusto risarcimento. http://www.avvocatomichelebonetti.it/notizie/1707-borse-di-studio-e-medicina-generale-una-discriminazione-lunga-piu-di-10-anni-ecco-come-ottenere-il-giusto-risarcimento http://www.avvocatomichelebonetti.it/notizie/1707-borse-di-studio-e-medicina-generale-una-discriminazione-lunga-piu-di-10-anni-ecco-come-ottenere-il-giusto-risarcimento Borse di studio e medicina generale: una discriminazione lunga più di 10 anni. Ecco come ottenere il giusto risarcimento.

Carissimi,

ci sono laureati in Medicina e Chirurgia che a conclusione del loro percorso universitario, per completare la formazione, scelgono di sottoporsi ad un concorso pubblico preselettivo, frequentano diverse ore di formazione in reparto e di lezioni frontali, sostengono esami, visitano pazienti e percepiscono una borsa di studio da quasi 1600 € al mese, esentasse e con copertura assicurativa pagata.

Ci sono, poi, quegli altri laureati in Medicina e Chirurgia che, sempre per completare la loro formazione, scelgono di sottoporsi ad un concorso pubblico preselettivo, frequentano diverse ore di formazione in reparto e di lezioni frontali, sostengono esami, visitano pazienti ma, stavolta, ricevono una borsa di studio di soli 800 € al mese, su cui devono pagare I.R.P.E.F. ed I.R.A.P..

La differenza?

Soltanto una: i primi stanno frequentando un corso di specializzazione medica; gli altri un corso di “formazione specifica” in medicina generale.

Perché?

Perché esistono due differenti parametri per valutare e ripagare il lavoro di giovani medici quando l’unica differenza riguarda il nome del corso e la specializzazione finale che otterranno?

Che cosa rende gli uni degni di ottenere una paga superiore rispetto agli altri che scelgono di diventare “medici di famiglia”?

Forse, sono meno bravi e svolgono meno compiti degli specializzandi? No.

Forse, a differenza dei colleghi, sono liberi di svolgere qualsiasi altra attività lavorativa e il loro corso richiede meno ore di frequenza? Neppure.

Sarà che “ce lo chiede l’Europa”? Neanche.

Allora, magari, è la Legge a stabilire che chi frequenta le scuole di specializzazione debba essere retribuito più di chi sceglie il corso di medicina generale?Questo si!

Da una parte, infatti, in applicazione dell’art. 39 della Legge n. 368/1999 e dei relativi DD.MM. applicativi è chiarito che la parte fissa della borsa di studio è pari a “euro 22.700,00 annui lordi[1]”;dall’altra, in maniera assai più laconica, il D.M. 7 marzo 2006 che ha dettato i “principi fondamentali per la disciplina unitaria in materia di formazione specifica in medicina generale” si limita a stabilire che “al medico in formazione è conferita una borsa di studio annuale di Euro 11.603,00”. Dunque, se è la Legge a prevedere queste differenze, sarà anche in grado di chiarirci il perché uno specializzando ottiene una borsa di studio che vale il doppio di quella del collega che ha scelto (sciaguratamente, rebus sic stantibus) di frequentare il corso di medicina generale? Stavolta, neppure il buon Legislatore è in grado di fornirci una adeguata spiegazione. Invero, non vi sarebbe stato il bisogno di ricercare una simile risposta tra le norme del nostro ordinamento perché, sino al febbraio del 2006, non esistevano differenze retributive tra i diversi corsisti, ma solo contenutistiche in ragione delle discipline affrontate durante la formazione post lauream. Se poi si considera che l’Unione Europea ha da sempre affermato che la formazione dei medici specialisti (compresa quella relativa la medicina generale) debba essere “adeguatamente remunerata” (Direttiva 82/76/CEE), le speranze di trovare una logica spiegazione si riducono drasticamente. Cosa accadde, allora, in quel marzo di 11 anni fa?

Se le ore di applicazione richiesta, le pratiche sanitarie sono per lo più identiche, se i corsisti prestano ugualmente assistenza e sono soggetti a turni ospedalieri, perché devono avere due paghe differenti? Non è forse questa la Repubblica del “il lavoro nobilita l’uomo” e del “il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa” (art. 36 Cost.)?

In realtà, a volerci capire qualcosa, si perde il ben dell’intelletto: non esiste una sola ragione, neppure una, del perché in Italia i corsisti di medicina generale debbano subire una vera e propria “discriminazione” per il sol fatto di aver avuto l’ambizione di poter diventare un medico di famiglia. Può davvero una mera distinzione “terminologica” avere un simile peso al punto di sminuire e quasi umiliare dei giovani dottori? E’ tollerabile in uno Stato di diritto come il nostro che per lo stesso lavoro, gli stessi compliti, le stesse mansioni si venga così pesantemente discriminati?

La speranza  rimane sempre una: come diceva Brecht (guarda caso proprio nella famosa “Opera da tre soldi”) bisogna che succeda qualche cosa di nuovo…” .  

Accogliendo le istanze di un comitato di oltre 1.000 medici gli Avvocati Michele Bonetti, Santi Delia e Cristiano Pellegrini Quarantotti hanno avviato l’azione per il riconoscimento della giusta retribuzione degli anni di corso di specializzazione svolti e da svolgere.

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andrea.mineo@avvocatomichelebonetti.it (Andrea Mineo) News Mon, 06 Nov 2017 08:22:13 +0000
Resoconto UDU numero chiuso http://www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/1706-resoconto-udu-numero-chiuso http://www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/1706-resoconto-udu-numero-chiuso Resoconto UDU numero chiuso

Si sono svolte in questi giorni una serie di riunioni presso lo studio legale Bonetti, alla presenza dell’UDU e dei legali dello studio, nel tentativo di fare chiarezza sulle valutazioni fatte e sulla posizione presa in merito ai possibili ricorsi da proporre sui vizi presentati dal test di accesso alle facoltà di Medicina e Chirurgia e Odontoiatria dello scorso settembre.
L’UDU, nel ritenere che i vizi presenti nel test di quest’anno non diano la possibilità di presentare un maxi ricorso così come era stato in anni passati, ha ritenuto che la cosa migliore per non alimentare false speranze in tutti gli studenti fosse quella di non patrocinare direttamente un proprio ricorso con lo studio legale Bonetti. Consiglia quindi di perseguire per quest’anno la strada consigliata dall'Avvocato Bonetti, restando comunque a disposizione e rimanendo parte integrante in una battaglia che negli anni ha dimostrato di essere tanto legale quanto politica e sindacale, nel chiedere un modello di accesso diverso che vada finalmente verso un’Università pubblica e accessibile a tutti.
Nel corso di queste riunioni, l’avvocato Bonetti ha indicato quelle che secondo il parere suo e del suo studio sono le principali irregolarità su cui poter presentare ricorso per quest’anno:
le note vicende di Napoli, dove è stato venduto precedentemente al test un algoritmo che consentiva ai candidati di conoscere anticipatamente le risposte corrette da riportare nel test stesso. Ad oggi sono ancora in corso le indagini da parte della Procura di Napoli, indagini che verranno seguite con estrema attenzione e che potrebbero far emergere profili estremamente “interessanti” ai fini del ricorso, dimostrando come di fatto tutti coloro che avessero avuto a disposizione l’algoritmo si trovassero in una condizione di netto vantaggio rispetto agli altri candidati; la prova potrebbe essere completamente falsata.
la questione delle domande di logica, ossia la presenza sempre crescente nei test proposti di domande di logica a scapito di quelle di cultura generale, venendo meno a quanto disposto dalla legge 264/1999, istitutiva del numero chiuso, che per l'elaborazione dei quesiti aveva imposto al Ministero dell'Istruzione di rimanere vicini all'ambito della cultura generale e dei programmi scolastici;
altre censure, riconducibili a casi più specifici e verificatesi in alcune specifiche sedi, ma che comunque potrebbero avere ripercussioni su tutta la graduatoria, essendo questa a carattere nazionale.
Qui di seguito trovate alcune delle domande più frequenti

CHI PUÒ ADERIRE AL RICORSO?
Gli avvocati non hanno indicato una categoria precisa di possibili ricorrenti, ribadendo come quest’anno intendano comunque prevedere un primo colloquio in riunioni pubbliche e gratuite con tutti i possibili interessati prima della presentazione del ricorso. Tuttavia il ricorso è tendenzialmente consigliato per coloro che si trovano in una posizione di punteggio inferiore di circa 2-3 punti rispetto all’ultimo degli ammessi con l’ultimo degli scorrimenti che ci sarà nei prossimi mesi. Si dovrà considerare ovviamente le facoltà e le sedi indicate.

SI TRATTA DI RICORSO COLLETTIVO O INDIVIDUALE?
A seconda della specifica fattispecie i legali consiglieranno l’uno o l’altro. 
Il ricorso individuale resta consigliato per coloro che hanno una posizione personale assai “specifica” e che rischia di trovarsi in una condizione di conflitto di interessi a ricorrere nel momento in cui dovesse essere inserita all’interno di uno dei gruppi del ricorso collettivo.
Per quanto riguarda le possibilità di vittoria, fermo restando che giuridicamente il ricorso individuale (ove non vi è questo conflitto di interessi e ove si può avanzare la prova di resistenza sulle domande per cui si chiede l'acquisizione di punteggio) presenta una percentuale più alta, nel corso degli anni lo studio legale ha portato avanti moltissimi ricorsi collettivi, risultando molto spesso vincenti prima degli stessi ricorsi individuali.
È evidente che le due tipologie di ricorso presentano anche corsi differenti:
ricorso individuale: 1890+650 €, comprensivo di primo grado di giudizio, cautelare di primo grado e merito, pubblici proclami, IVA, CPA e contributo unificato
ricorso collettivo: 300 €, comprensivo di primo e secondo grado di giudizio (appello cautelare e di merito), cautelare e merito, pubblici proclami, IVA, CPA e contributo unificato. Considerando l'incertezza della vicenda consigliamo di valutare con prudenza la proposizione di un ricorso individuale, considerando che non ci sarà un ricorso collettivo unico ma tanti ricorsi per le vostre sub categorie, ovvero potrete avanzare tutte le vostre particolari doglianze.

QUALI SONO I TEMPI PER LA PRESENTAZIONE DEL RICORSO?
Il ricorso può essere presentato entro i 60 giorni in via ordinaria, davanti al TAR Lazio, oppure entro i 120 giorni in via straordinaria, davanti al Presidente della Repubblica, ossia il Consiglio di Stato. È preferibile che il computo dei giorni inizi a decorrere dalla data di pubblicazione della correzione del proprio compito, con relativo punteggio, antecedente quindi alla data di pubblicazione delle graduatorie nazionali. Tuttavia è possibile considerare come “giorno 0” anche la data di pubblicazione delle graduatorie. Qualora molti di voi siano incerti nella proposizione del ricorso possono attendere anche i primi esiti del tar e poi eventualmente vagliare di procedere con un ricorso straordinario nel caso in cui ci fossero prime pronunce vittoriose a dicembre.

ENTRO QUANDO USCIRÀ LA SENTENZA?
Molto dipende da quando poi verrà presentato il ricorso. In linea di massima possiamo dire che tra metà Dicembre e Febbraio dovrebbe arrivare il primo pronunciamento cautelare.

COSA SUCCEDE IN CASO DI VITTORIA?
In caso di pronunciamento cautelare favorevole, in ricorrente avrà la possibilità di immatricolarsi in sovrannumero con riserva e partecipare sin da subito regolarmente alla vita accademica, frequentando le lezioni, i laboratori e eventuali tirocini, oltre che sostenendo esami di profitto. Tale riserva non comporta alcuna problematica per lo studente interessato, essendo visibile solo sulla propria pagina online, e quindi non ai docenti e ai compagni di corso. La riserva dovrebbe essere poi sciolta da un successivo provvedimento di merito, che dovrebbe arrivare orientativamente un anno dopo.

DOVE SI VIENE IMMATRICOLATI?
Nel corso degli anni siamo riusciti ad ottenere quasi sempre l’immatricolazione nella prima sede indicata dal candidato o a scalare secondo l'ordine della domanda al concorso del candidato e ove ci sono posti disponibili.

È POSSIBILE CHE CON IL “MERITO” SI VENGA SBATTUTI FUORI DOPO UN ANNO?
In linea teorica si. Tuttavia nel corso degli anni è passata la “teoria”, propria di questo studio legale, del consolidamento: è sufficiente aver acquisito la matricola, e possibilmente aver conseguito le presenze e sostenuto esami, per aver dimostrato di essere ormai parte integrante del sistema universitario e vedere quindi cessare i motivi del contendere procedere allo scioglimento della riserva e all’accoglimento nel merito del ricorso. Molto banalmente è quanto accaduto con il maxi ricorso del 2014, patrocinato dall’UDU e dallo studio legale Bonetti, quando furono immatricolate prima con riserva e poi nel merito quasi 10000 studenti. Ad oggi però tale teoria pare essere messa nuovamente in discussione dalla giurisprudenza.

ESISTONO ALTRI TIPI DI RICORSO?
È possibile presentare ricorso per tutti coloro che hanno acquisito già un titolo di studio, possibilmente quinquennale, in materie affini rispetto a Medicina o Odontoiatria. In questo caso il ricorso non riguarderebbe il test svolto, ma il fatto che si è dimostrato in altro modo di possedere i requisiti richiesti per l’accesso alla facoltà a numero chiuso. L’immatricolazione riguarderebbe l’accesso ad anni successivi e quindi è subordina alla presenza di posti disponibili nella sede interessata.

CI SONO NOVITÀ RELATIVE AI RICORSI 2015 e 2016?
Come sapete i ricorsi sono stati vinti e in molti casi vi è stata anche l'immatricolazione, ma stiamo incontrando una resistenza durissima da parte dell’amministrazione ad adempiere a quanto disposto dall’autorità giudiziaria. Tuttavia dopo mesi di discussione e trattativa con gli alti vertici ministeriali, in seguito ad una serie di incontri avuti dall’UDU, da ultimo quello del 2 Novembre u.s., abbiamo avuto l’assicurazione che le graduatorie “interrotte” del 2015/2016 verranno riaperte nei “prossimissimi” giorni. Lo stesso dovrebbe avvenire con l’immatricolazione dei ricorrenti della domanda 16, risposta D del test 2016/2017. 
In caso contrario continueremo a percorrere tutte le tappe possibili da un punto di vista politico, sindacale e legale.

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andrea.mineo@avvocatomichelebonetti.it (Andrea Mineo) Numero chiuso Sat, 04 Nov 2017 12:21:07 +0000