Medici specialisti 82/91
Medici specialisti 82/91

Come è noto i medici iscritti alle scuole di specializzazione tra il 1982/83 ed il 1990/91 hanno diritto ad essere risarciti per non aver percepito l'adeguata remunerazione (€ 11.000,00# ad anno di corso), riconosciuta dalla Comunità Europea già nel 1982 (Dir. 82/76 CEE), ed attuata in Italia solo a partire dal 1991(D.Lgs 257/1991). Lo Stato italiano dunque, rendendosi gravemente inadempiente verso tali obblighi comunitari, ha di conseguenza discriminato la condizione dei medici iscrittisi presso le scuole di specializzazione prima del '91. Questi specialisti, esclusi dalla normativa di attuazione, non solo non hanno percepito remunerazione alcuna ma hanno così anche conseguito una specializzazione non valevole ai fini concorsuali. Scopo primario della Direttiva Comunitaria era, di fatti, quello di innalzare il livello qualitativo delle scuole di specializzazione medica, prevedendo una somma destinata a vincolare gli specializzandi alla sola attività di apprendimento. Nell'intento di risolvere la questione alcuni parlamentari hanno presentato già nel 2001 un disegno di legge-sanatoria (AS933), che prevede la corresponsione di € 7.000,00# per ogni anno di frequenza alle scuole di specializzazione, usufruibili però solo da quei medici che abbiano presentato una domanda giudiziale. La dubbia costituzionalità di un tale disegno di legge e la constatazione di un negativo orientamento giurisprudenziale, aveva inizialmente indotto la M.L.A. a sconsigliare i medici dall'intraprendere un azione giudiziale in tal senso. Un mutato orientamento giurisprudenziale invece, registratosi in seguito (per tutte: Cassazione7630/2004-CDS 164/2004), nonchè una più corretta formulazione della stessa azione, rendono oggi quanto mai opportuna la proposizione di una domanda giudiziale. La M.L.A, dunque, analizzate le modalità operative del vasto panorama di associazioni e di studi legali interessati alla problematica, procede con azioni collettive differenziate; si ritiene, infatti, che debbano distinguersi diversi motivi di doglianza non soltanto in base alla tipologia e alla durata della specializzazione svolta. Una più precisa impostazione consentirebbe, quindi, di superare le obiezioni legate sia all'avvenuta prescrizione del diritto, sia all'eventuale attività lavorativa svolta dal medico durante gli anni della specializzazione.
Nella convinzione che lo Stato italiano dovrà comunque ottemperare ad un obbligo che deriva dall'appartenenza all'Unione Europea, la M.L.A. consiglia dunque d'intraprendere, a costi estremamente contenuti, un'azione giudiziale di natura amministrativa tutelandosi, in tal modo, anche ai fini della tanto millantata proposta transattivi, attualmente in sede di Commissione Permanente del Parlamento Italiano.

Attenzione: quanto detto non vuol dire che in capo a tutti i medici specializzatisi in quel periodo sussistano i requisiti che rendono opportuna l'instaurazione di un contenzioso; è, pertanto, fondamentale avvalersi della consulenza gratuita dei nostri consulenti contattandoci allo 06/99702384.


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