Martedì, 06 Agosto 2019 13:16

AMMISSIONE A MEDICINA: I POSTI VACANTI VANNO ATTRIBUITI AI SOLI RICORRENTI. CONSIGLIO DI STATO CONFERMA SENTENZA DEL TAR FIRENZE E BACCHETTA IL MIUR

Pubblicato in Numero chiuso

Bonetti e Delia cambiano ancora una volta la storia del numero chiuso e delle sue regole. “Si inventano” la competenza territoriale del Tar locale (confermata dal Consiglio di Stato in sede di regolamento preventivo di giurisdizione) di un principio decisivo per il contenzioso che oggi il Consiglio di Stato conferma: il motivo se accolto genera un beneficio ai ricorrenti e non a tutti i soggetti in graduatoria.
All’esito del giudizio patrocinato dagli Avv.ti Bonetti e Delia, in particolare, il Tar aveva disposto che “i posti riservati ai cittadini extracomunitari rimasti vacanti vanno attribuiti ai ricorrenti che, giudizialmente ne chiedano l’attribuzione”.
Tale pronuncia, aveva invero rappresentato un vero e proprio spartiacque per il contenzioso dell’accesso ai corsi di laurea in Medicina e Odontoiatria sancendo che i posti rimasti vacanti degli extracomunitari vanno assegnati ai candidati che abbiano agito giudizialmente e non a tutti.
Il Tar chiariva ulteriormente che “Quanto affermato dalla Avvocatura”, secondo cui potrebbe agire in giudizio solo chi è davvero prossimo all’ultimo degli ammessi, “sarebbe dirimente qualora l’annullamento della clausola del bando e della graduatoria producesse effetti nei confronti di tutti i partecipanti, compresi quelli che non hanno proposto alcun ricorso. Ma non è così, atteso che per pacifica giurisprudenza (contraddetta da un solo precedente del tutto isolato del TAR Lazio) nei concorsi pubblici graduatoria è atto scindibile il cui annullamento ha effetto nei soli confronti di coloro che abbiano proposto il ricorso, poi accolto (Consiglio di Stato sez. III, 06/07/2016, n. 3005). La applicazione di tale principio al caso di specie fa sì che la platea dei soggetti che potrebbero beneficiare dell’annullamento della clausola impugnata si profila ristretta ai soli candidati che abbiano proposto ricorso con conseguente chance per la Sig.ra XXX di conseguire la ammissione”.
Avverso la pronuncia appena richiamata, il Miur proponeva appello innanzi al Consiglio di Stato al fine di ottenere la riforma della sentenza.
Il C.d.S. rigettava l’appello prima con decreto monocratico presidenziale e, da ultimo, con ordinanza collegiale chiarendo che “rettamente il TAR ha annullato siffatta clausola, con statuizione, ad un primo esame, corretta e logicamente coerente”.
Il Consiglio di Stato, inoltre,
“correggeva” espressamente il Miur circa la teoria prospettata chiarendo che la clausola del bando annullata è scindibile con effetti limitati dunque ai ricorrenti e non estensibili a chi non aveva proceduto ad agire. Rimane “ferma in ogni caso”, ci tiene a precisare il Cds pur a fronte di altre ragioni già utili al rigetto dell’appello, “la scindibilità nella specie dell’annullamento dell’impugnata clausola, il cui concetto è come descritto in Cons. St., ad. plen., n. 4/2019 e non come asserito dagli appellanti”.
La decisione, commenta l’Avvocati Bonetti e Delia, “conferma in maniera tranciante e, invero, serve a fare ancora una volta chiarezza su alcuni aspetti fondamentali in ordine alla questione dei posti vacanti. In primis sono gli Atenei e dover disporre delle immatricolazioni; ciò evita una situazione di arresto dettata dall’immobilismo del MIUR che pregiudica la carriera di tanti studenti, i quali avendo la possibilità di utilizzare questi posti non optati si ritroverebbero con una chance in più. In secondo luogo tale decisione, conferma che chi non ha agito in giudizio e non ha un provvedimento favorevole non può pretendere il posto che, al contrario, deve essere assegnato a chi come noi, con successo, ha agito”.
Concludono gli Avv. Michele Bonetti e Santi Delia: “Grazie a questa vittoria la nostra assistita potrà serenamente continuare il proprio percorso accademico e, di certo, questa vittoria insieme alle altre frattanto ottenute, consentirà che tanti altri candidati nostri ricorrenti saranno riassegnati ai molti studenti comunitari tutti i posti rimasti vacanti degli extracomunitari. Questo atteggiamento dell’amministrazione mal si concilia con i numerosi studi che dimostrano come il sistema sia al collasso perchè si lamenta già da tempo una grave carenza di medici destinata ad aumentare. Appare assurdo che non si consenta, neanche a fronte di situazioni così peculiari, di esercitare il diritto allo studio dei nostri giovani, diritto costituzionalmente garantito”.

 

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